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Gli Eroi più Potenti della Terra

Ci sarà qualche Spoiler, è ovvio, se volete essere preparati ma non rovinarvi la sorpresa cliccate qui, e fatevi una cultura. Avvisati.
Siamo di ritorno dall'anteprima di The Avengers e questi sono i fatti: il miracolo è avvenuto.
Nessuna statua ha pianto sangue, nessuno ha visto il Salvatore su una patatina, ma comunque l'impensabile  è stato pensato, l'invisibile è stato visto e l'impossibile è stato infranto.
C'era una possibilità su un milione che un film corale, con tanti personaggi forti e conosciuti riuscisse ma Whedon ce l'ha fatta.
L'ultimo tentativo supereroistico di fare una cosa del genere risale a Spiderman 3, con meno personaggi, attori e sceneggiatori e ricordiamo tutti il mega fallimento della pellicola, in particolare la scena finale che ha lasciato più buchi nella trama che crateri nelle strade di New York.
Spazzata via. Dimenticatevene, il nuovo è giunto. Joss Whedon ha creato quel capolavoro che è Firefly, dove personaggi e villain sono incredibilmente ben calibrati fra loro e questo sarebbe potuto essere un ottimo indizio sulla buona riuscita di The Avengers ma noi, maliziosi e diffidenti Nerd, non gli abbiamo dato fiducia.

La nostra più grande paura era “l'effetto Robert Downey Jr”, di solito si danno nomi di donna agli uragani ma questa volta il più immane disastro poteva essere lui.
Rischiava di sommergere, schiacciare, rubare la scena ai suoi compagni di squadra. L'ego di Stark (ma anche quello di Downey Jr.) il suo essere spaccone, l'arroganza sono il suo biglietto da visita, la sua firma, era ovvio che avrebbe fatto entrate teatrali e suonato metal in volo, tuttavia (come dicevamo prima) il cielo si è aperto, le trombe hanno squillato e il prodigio è avvenuto.
Pur rimanendo totalmente nel personaggio, lo sceneggiatore (sempre Whedon) è riuscito a farne una voce del coro e non il solista. Thor, Cap e perfino Hulk si passano il testimone, ciascuno interagisce con l'altro in maniera credibile (quasi a turno) esprimendo ognuno il suo punto di vista, il suo modo d'agire, intimo e unico.
Ogni “eroe” ha portato lo stile espositivo della propria pellicola con sé in “The Avengers”, così Iron Man ha le sue battute a mitraglia, Steve Rogers rimane ligio al dovere, fa il soldato, Thor ha mantenuto la sua parlata medioevale e le sue pose Shakespeariane, e Bruce Banner è diffidente, metodico e consapevole.
Il lato più stupefacente, più curato se vogliamo, forse anche coraggioso, è la decisione di dare a Captain America il ruolo del leader, una sceneggiatura più banale avrebbe puntato tutto su Downey Jr. (come è successo e continuerà a succedere con la saga dei Pirati dei Caraibi con Depp) ma qui, invece, si rischia, si placca a testa bassa sperando che tutto vada bene.
Le decisioni alla carta vetrata continuano nelle gag, più costruite e ricercate, forse per un pubblico più Nerd, niente di rivoluzionario intendiamoci però invece della prima idea che verrebbe in mente ad uno sceneggiatore di bassa lega hanno optato per inserire la seconda, e questa è una cosa che non si vedeva da anni.
Così mentre guardi la pellicola e sai che per “la dura legge di Hollywood” dovrà accadere qualcosa, quella non accade, e succede altro, che ti spiazza e ti colpisce.

Ma quello che vogliamo sapere, quello che volete sapere, il motivo per il quale un film del genere si va a vedere è per saggiare l'epicità dei personaggi.
Nuove mosse, nuovi pugni, nuove battute, e da questo punto di vista non rimarrete delusi, minimamente. In particolare per Hulk, che ha riscattato il personaggio dopo i flop precedenti, finalmente hanno lasciato da parte le paturnie introspettive e lo hanno fatto diventare la “cosa” per la quale è nato, una macchina distruttiva. Sì, lo spessore ce l'ha ma il gigante non ha mai avuto una storia tanto particolareggiata per farne un film teatrale, quindi lasciatelo in pace, va bene così.
Hulk è quello grosso, non chiede altro che spaccare, e credeteci qui spacca molto.
Le battute più geniali invece vengono, certamente, lasciate a Stark, citazioni, rifermenti al Signore degli Anelli (capirete e morirete dal ridere), a pellicole anni '80 e videogames anni '60 sono tutte sue, è ancora lui ed è in piena forma.

Thor riveste a sorpresa il ruolo “magico”, il tizio grosso forzuto è Hulk ora, serve qualcuno che spari fulmini non che colpisca, e il nuovo “abito” nel nostro party all'Asgardiano gli si addice.
Perfino lo Shield con Natasha, Occhio di Falco, il povero Coulson e Fury sono un ottimo legante che nasconde qualcosa di molto più profondo di un mero ente militare, Wheldon non ha lasciato niente al caso.
The Avengers è un film di qualità, magari non qualità “artistica” ma professionale certamente, rischia di riscrivere il genere, aprire nuove porte e dare possibilità. La strada giusta è stata “capita” ovvero quella di non dare inutili introspezioni umane a personaggi che umani non sono, ma di trattarli come vengono trattati nei fumetti, la loro casa, dove lo spessore c'è e viene dato da anni di solido contesto.
Rimanete fino alla fine dei titoli di coda e portatevi dietro un amico veramente Nerd che vi spieghi quello che sta succedendo e chi è quel tizio violaceo.

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Commenti

  1. a mio parere stark ha preso decisamente la fetta più grande del film, ma mi aspettavo decisamente molto peggio, gli altri personaggi sono comunque egregiamente e nel complesso risulta DAVVERO in secondo piano…. concordo su Hulk, ha davvero trovato la sua dimensione ideale…. fantastico film
    Avengers Assemble!

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