Intrattenimento

George R.R. Martin bodycount

Non ci sono spoiler. Ormai lo sanno tutti, anche i sassi devono avere paura all'idea di finire in un libro sotto l’implacabile penna del più crudele scrittore degli ultimi vent’anni, George R.R. Martin.
Anche chi non ha letto le Cronache del ghiaccio e del fuoco ha sentito parlare della terribile fine che fanno i personaggi delle sue storie, con un particolare accanimento riservato ai beniamini dei lettori.
Il tasso di morti è elevatissimo e qualche tempo fa c’è stato chi, armato di segnalibri, si è preso la briga di segnare tutte le morti di personaggi primari o secondari che si susseguono tra le pagine della saga.
Dal computo sono state escluse le morti di massa, come quelle di interi eserciti in guerra, registrando unicamente quelle di personaggi nominati.
Il risultato è stato un fitto cimitero di etichette colorate che fa capolino trionfante dalle pagine dei tomi.
Tenendo conto della pubblicazione originale e non della delle edizioni italiane, il risultato del computo è:
A Game Of Thrones – 54.
A Clash Of Kings – 72.
A Storm Of Swords – 97.
A Feast For Crows – 23.  
A Dance With Dragons – 38.
Per un totale di 285 compianti defunti, quasi mai deceduti serenamente in un letto circondati da amorevoli famigliari. Insomma, un verso serial killer questo  scrittore dall’aspetto così bonario e rassicurante.
Martin non sembra farsi particolari problemi nel liquidare in maniera artistica e creativa i suoi migliori personaggi (anzi, fa fuori un po’ tutti in modo indiscriminato).
Empatia verso i propri personaggi non pervenuta, non sembra uno di quegli autori affettivamente attaccati verso le proprie creature letterarie.
Capita di sentire scrittori parlare dei propri personaggi con un affetto pari a quello che in genere si riserva a cari amici o a dei figli.
Martin invece verso le sue creature si comporta da perfetto maniaco omicida. O piuttosto come un dio creatore decisamente spietato; io ti ho creato io ti distruggo trucidandoti.
Omicida per omicida (letterario naturalmente) a questo punto è opportuno fare il punto della situazione sulla sete di sangue del nostro. 
E quali migliori punti di riferimento se non i più famosi assassini che ci hanno tenuto compagnia ogni volta che dovevamo scendere in quel buio scantinato. Scopriamo quali illustri serial killer Martin ha pareggiato o superato.
Per quanto possibile vediamo i casi che pi si avvicinano in modo approssimativo al body count di Martin.
Insomma non potrà aver fatto tanto peggio di Jason o di Freddy Krueger? Giusto?
Partiamo da Leatherface (Faccia di cuoio), di Non aprite quella porta, il cui bodycount si aggira sulle 30 persone. Bene…non arriviamo neanche a metà del primo libro del saga.
Per avvicinarci (e superarlo di poco) i 47 morti del Trono di Spade dobbiamo aggiungerci le vittime di Freddy Krueger (secondo alcune stime arriverebbe a 42).
Freddy e Leatherface accumulano un totale di 72 vittime (soltanto la cifra del secondo volume della saga di Martin, e lì contando primo e secondo George ha già sulla coscienza 144 morti).
Passiamo a Saw con un bodycount che arriva a 40, praticamente un boyscout. A questo punto proviamo con i serial killer più attivi.
Michael Meyers ha totalizzato 111 mentre Jason Voorhees 154 però nel corso di 12 film, con una media quindi 12.8 omicidi a capitolo (variabile, dipende se si considerano suoi anche quelli commessi come entità).
Ricordiamo che le Cronache del ghiaccio e del fuoco non si sono concluse, e che quindi questo conteggio è destinato a salire.
Insomma, per superare il buon George ci sono voluti ben quattro dei più spaventosi e terribili assassini seriali della storia del cinema. Complimenti!
Il tribunale dei personaggi dovrebbe arrestarlo, ma nella vita reale quale pena sarebbe assegnata a Martin con un così nutrito numero di crimini?
Uno spunto potrebbe venire dalla cronaca, dalla vicenda del serial killer (reale questa volta) Harold Shipman, un medico inglese colpevole di aver avvelenato un numero incerto di vittime tra le 215 e le 260.
Fu possibile dimostrare soltanto la colpevolezza per 15 di queste vittime e fu condannato di conseguenza con 15 ergastoli. 

Francesca Giulia La Rosa

Trekker, whovian. Non amo le etichette (a parte queste?). Traduttrice, editor a caccia di errori come punti neri nel tessuto della realtà. Essere me è un’esperienza profondamente imbarazzante.

Ti potrebbero interessare anche:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button