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Geek Night: il Primo Ministro Scozzese e i Nerd

Dopo Zio Paperone rimaniamo a Glasgow. Martedì 19 Febbraio 2013. E' la Geek Night. Una sala del Glasgow Film Theatre, sotto la rassegna del Film Festival, é piena ad ascoltare due gentiluomini seduti ad un tavolino, i piedi su di un pavimento multicolore. Il primo, rosso di capelli e vestito da sera, si chiama Mark Millar: sceneggiatore di fumetti fra i più influenti e curatore della rassegna Kapow, insomma l'angolo puramente Nerd-friendly della rassegna. Ha da poco parlato di Kick-ass 2 in altra sede e si trova qui per introdurre il secondo ospite.
Questi, sui sessant'anni e dall'aria affabile, si chiama Alex Salmond. The Right Honourable Alex Salmond, Primo Ministro scozzese.
Non é un momento di campagna elettorale in cui va cercata ogni piazza, anche quella improbabile all'apparenza. Salmond nomina la politica una volta sola, parlando del parlamentare Robin Harper e della sua splendida sciarpa da Doctor Who (il Quarto Dottore). 
E' qui per parlare di Roba Nerd. O Geek, perché qua nei Paesi anglofoni la distinzione si sente ancora. Salmond parla del suo rapporto con Star Trek, di astronomia e dei leggendari film Quatermass della Hammer.
E introduce il suo Film Geek Personale che l'intero pubblico vedrà per l'ora e mezza seguente. 
Fantasmi da Marte di John Carpenter.
For newbies: si parla di un film su parassiti marziani che trasformano la gente in tribù omicide a cui confronto la gente di Mad Max sono gentiluomini di buon gusto. Da un regista che ha segnato il cinema. Un film con Jason Statham soldato il cui scopo principale nel mezzo dell'Apocalisse é farsi la capitana. O il temibile bandito Desolation Williams e i suoi fratelli Uno, Dos e Tres. Ci siamo capiti.
Certo, non é il primo – ricordiamo il premier taiwanese e il cosplay da Heihachi Edajima. Poi certo, si può fare ogni discorso disincantato che si vuole, e sicuramente ci sarebbe della verità dietro. Un politico deve prima di tutto mantenere la propria immagine, la simpatia del popolo, e annusare i trend. Ancora di più se si tratta di accattivarseli con una trashata so bad it's good. E' politica.
Ma é un piccolo segno; quello che i generi non sono qualcosa per cui provare vergogna, e che un po' di sana Geekery può essere in chiunque. Sicuramente sarebbe un'utopia immaginarci scene simili in Italia, per quanto ce l'auguriamo prima o poi.
Comunque é un fenomeno che si può guardare in un contesto piú ampio. Un libro non ancora uscito in Italia, The Geek Manifesto di Mark Henderson (non é l'ultima volta che ne sentirete parlare) invoca una geekizzazione della politica perché l'apparato a guida di un Paese abbia maggiore formazione scientifica e strumenti per affrontare grandi problemi in modo consapevole e rigoroso. La generazione degli hacker, o meglio i più spregiudicati fra essi, sono tra le persone più influenti di oggi. La questione della fuga di cervelli, per quanto nodo irrisolto, resta un problema chiave: come coltivare l'intelligenza di un Paese.
E per tirare le fila di cone da Carpenter su Marte siamo arrivati a questo: se il Nerdismo/Geekery é un'attitudine ancora più che una serie di gusti, come pensiamo qui su ON, é un qualcosa che non deve per forza essere fuori posto nel quotidiano.
Anche quando il tuo quotidiano é amministrare una nazione.

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