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Gamescom 2012: Remember Me

Tiriamo le somme del Gamescom parlando di uno dei giochi che più ci ha colpito!
Vera sorpresa di questo Gamescom 2012 è il tecno-onirico Remember Me (avventura d’azione in terza persona), un cyberpunk basato sull'idea accattivante di potersi infiltrare nella mente altrui per ricombinarne a piacimento i ricordi, cambiando radicalmente la percezione di passato e presente dello sventurato bersaglio di turno.
Il Marionettista di Ghost in the Shell, o Inception vi dicono nulla? Ecco. Qualcuno lo ha definito il “Watchdogs” del Gamescom, giusto per dare l’idea di qualcosa che sembri davvero di nuova concezione e degno di essere acquistato.

Il gioco racconta la vicenda di Nilin, una cacciatrice di memorie, che si vedrà al centro di un complicato intrigo ambientato in un mondo ormai governato dalla realtà aumentata e dalla condivisione di memoria, un luogo in cui tutti hanno sacrificato la propria intimità per avere dei qual si voglia vantaggi tecnologici, ad esclusivo vantaggio di chi in realtà queste memorie sa bene come utilizzarle per i propri oscuri fini. L’azione si inserisce nello scenario di una Neo-Paris del 2084, in cui viste mozzafiato alla Blade Runner si mescolano all’azione dei corridoi dei palazzi, ed agli angusti vicoli della città in cui la nostra eroina combatterà per la salvezza propria, e probabilmente dei nostri discendenti digitali… Un mondo che dopo una devastante guerra ha trovato la quiete grazie all’invenzione del Sens-En (Sensation-Engine), un dispositivo da applicare alla base del collo che può digitalizzare la memoria, rendendola qualcosa di condivisibile con gli altri…
Il Creative Director Jean-Maxime Moris, ha spiegato che “Vogliamo creare un cyberpunk che sia incentrato sulla memoria, sull’identità, sui sentimenti umani”, vedremo come riusciranno a trasporre tutto questo sulle nostre piattaforme ludiche nel Maggio del 2013.
La gameplay demo ci proietta diretti nell'azione, la giovane e bella protagonista, si muove nella città con fare circospetto, e grazie ai suoi impianti è in grado (oltre che di ricevere fastidiose chiamate dall'operatore di turno)
di evitare le pattuglie della sicurezza che la cercano in ogni dove, a terra o in aria, e pubblicando il suo volto sui megaschermi delle piazze.
Le idee, riciclatissime dai grandi classici, ci sono, e sono ben integrate nella mini storia cui assistiamo e con il gioco.
La nostra lei vede il mondo "aumentato", dai propri dispositivi, e questo le da un enorme vantaggio sui propri inseguitori, ed è vitale, per poter raggiungere la propria preda, e per arricchire il nostro schermo con linee e lucette d'allerta varie.

La bella Linin raggiunge il suo obbiettivo, dandoci modo di capire che è una che sa bene il fatto suo, e che volente o no, deve fare sfoggio di tutto il suo atletismo per assolvere ai propri obblighi, verso il misterioso interlocutore.
E' qui che si vede il fulcro dell'azione innovativa ( se si escludono tipo tutti i racconti di Dick ovviamente) e che comincia l'incursione nella mente del bersaglio. Il tempo si ferma, e ci ritroviamo in quello che è un frammento di vita in cui il protagonista è il soggetto dell'attacco stesso. Siamo in un ricordo vivido e pervaso di significato,
una di quelle situazioni che lo hanno segnato, e che ancora adesso gli danno modo di tormentarsi.
Entra in gioco la nostra, abilmente, (ma non troppo, giusto per farci vedere che se sbagliamo, possiamo comunque riavvolgere tutto e riprovare) incasinando il ricordo, ed inculcandogli la falsa memoria di aver commesso qualcosa di orribile.
Usciti dal sogno, basta poco per vedere l'orrore che abbiamo causato, e la miseria che abbiamo portato nel mondo, capendo a pieno il senso di tristezza e rassegnazione negli occhi della nostra protagonista.
Di fatto non è solo il tecnicismo, il cyberpunk, il gameplay innovativo, che vanno a colpirci, ma sono le espressioni, i piccoli gesti, ed i significati dei dialoghi.
Non è il primo gioco in cui possiamo "hackare" la mente dei nostri avversari, per rubare codici o usarli come pupazzi, è una grossa ed importante componente della storia che andremo a vedere il prossimo anno. Lo sviluppatore ha investito molto in questo aspetto del gameplay, e se riuscirà a portare davvero sullo schermo tutto quello che ha preannunciato, avremo di che esser contenti.
Tutto quello che accade rende davvero l'idea non solo di quello cui stiamo assistendo, ma delle infinite possibilità che si celino dietro un singolo momento nascosto nella mente, vero o falso che sia, e di tutta la rete di possibilità che andranno a crearsi.

E' questa consapevolezza di muoverci sulla linea sottilissima di confine tra bene e male, di vedere gli occhi di  coloro i quali stiamo irreparabilmente rovinando, che rende questo gioco qualcosa di davvero nuovo, che in un panorama ricco di grandissimi sequel è davvero quello che vogliamo.
Chi avrà incastrato la nostra agente? Come sopravviverà in un mondo totalmente interfacciato ad una rete che permette realmente di andare a pasticciare con i ricordi degli altri, e non solo di guardare i loro stati e foto su Facebook ?
E' davvero chi pensa di essere? e soprattutto, chi è il rompipalle che la chiama in facetime mentre pende appesa ad un tubo a 10 metri d'altezza sotto un nubifragio ?
Questo ed altro in Remember Me, nel 2013 (dicono). Ecco qui il trailer.

Testi di Marco Pirola

redazioneon

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