Cultura e SocietàIntrattenimento

Ethicus: anime a teatro?

Ci sono tematiche che, bene o male, tutti noi nerd (o se non altro buona parte) ci ritroviamo ad affrontare spesso.
Gli anime che guardavamo da bambini – e che guardiamo ancora -, la questione delle censure in Italia, genitori parenti e amici che ci additano come dei ragazzini che “guardano ancora i cartoni animati”, appunto.
Allo stesso modo, non possiamo rimanere indifferenti a certe questioni che, purtroppo, riguardano l'Italia, le questioni etiche e il modo in cui vengono affrontate dalle autorità.

Bene, prendete tutto questo, mescolatelo insieme e otterrete Ethicus, musical del 2013 messo in scena dalla Compagnia delle Stringhe, disponibile integralmente su Youtube sul canale di Antonio Malfitano, che assieme ad Annalisa Minervino ha diretto il progetto.
Protagonista della vicenda è Gianni, scrittore di anime di poco successo. Sposato con una donna che non lo supporta intimandogli di trovarsi un vero lavoro, additato dai propri amici e conoscenti come un eterno bambino che si interessa solo ed esclusivamente ai cartoni animati. A nulla valgono le sue proteste (“gli anime non sono prodotti per bambini!” ripete più e più volte, invano, nel corso della storia) e i tentativi di chiarire la propria posizione: gli altri sono, come si suol dire, di coccio, e non prestano minimamente attenzione alle spiegazioni del poveretto. L'unica a supportarlo è Nami, la sua collaboratrice.
Gianni ha appena terminato quello che, lo sente, sarà il suo capolavoro: Ethicus. L'anime tratta delle avventure di Ryo, supereroe che combatte contro il bigottismo e i pregiudizi, contro una società vincolata ad istituzioni che sulla base di princìpi discutibili cerca di frenare a tutti i costi le libertà individuali.
L'autore, a dispetto dei commenti ironici di chi lo circonda, presenta il proprio progetto ad un'emittente televisiva, che lo acquista immediatamente. Sembra finalmente che le cose stiano volgendo al meglio, quando ecco l'amara sorpresa: l'opera è stata interamente censurata, ed il suo messaggio di fondo stravolto. Nonostante questo, l'anime ha un successo immediato e stratosferico.
Gianni, però, è distrutto nel vedere il proprio lavoro totalmente cambiato, tagliuzzato, mutilato, e fa di tutto per mostrare al pubblico quello che veramente è Ethicus.

Inutile dire che il musical, vista la tematica principale, si spreca in citazioni su citazioni riprese da anime vecchi e nuovi, sia attraverso le battute dei personaggi, che nelle scenografie, che nelle canzoni stesse, le cui basi sono sigle con cui molti di noi sono cresciuti.

C'è chi sostiene che la censura di un anime (o film, o altri prodotti di intrattenimento) non sia una questione di cui preoccuparsi più di tanto. Che “va fatto” per andare incontro alle esigenze del pubblico. Per proteggerlo, perfino.
Ma proteggere da cosa?
Perché altri devono decidere per noi, senza darci la possibilità di ragionare con la nostra testa? Perché dobbiamo sottostare, o credere, a quello che ci viene imposto dall'alto, senza avere possibilità di obiettare?
Gianni e Ryo diventano due facce della stessa medaglia. Ma a differenza del suo personaggio Gianni non è un supereroe, bensì un uomo soffocato da una società chiusa e bigotta.
Per contro, lo stesso protagonista – nonostante, c'è da dire, sia spinto dagli eventi – in diversi punti della storia arriva a compiere atti non propriamente definibili “corretti”.
Fin dove è giusto spingersi per far valere i propri diritti? Qual è il punto attraverso il quale si passa dalla parte del torto?

Ethicus è un'opera che, senza pesantezze inutili, con una buona dose di ironia, e attraverso una tematica quale la censura degli anime – che, diciamocelo, ci tocca particolarmente – ci mette di fronte a tutte queste domande.
Ovviamente trarre le dovute conclusioni sta solamente a voi, noi ci limitiamo a portare alla vostra attenzione Ethicus!

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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Un commento

  1. grazie alla censura, da piccolo ho visto un cartone che sembrava avere gli stessi protagonisti di “Il giocattolo dei bambini” -.-”

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