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Epic: non crederete ai vostri occhi

Vediamo il trailer di Epic e la tentazione di andare al cinema quando uscirà, il 23 di maggio, c'è.
Vi diremo cosa ne pensiamo dopo aver visto in anteprima il film tratto dal romanzo di William Joyce: The leaf men and the brave good bugs.
La trama è abbastanza semplice: Mary Katherine, dopo aver perduto la madre, torna a vivere a casa del padre, nel mezzo della foresta. L'uomo si è rovinato la carriera e il matrimonio inseguendo esseri piccolissimi che secondo lui vivrebbero tra gli alberi. Ed è proprio tra queste creature fantastiche che MK si troverà catapultata quasi per caso, finendo coinvolta nell'eterna lotta tra i Leafmen, guerrieri protettori della foresta, e i loro avversari, che vorrebbero vedere ogni centimetro di verde morire appassendo e marcendo. 
Nella sua semplicità, rimane un film perfetto per un pubblico molto giovane in cui susciterà emozioni e tante risate. Un pubblico più maturo può lasciarsi coinvolgere, sorridendo a tratti, per trascorrere una serata tranquilla per distendere la mente con un film godibilissimo.
I personaggi sono caratterizzati quanto basta per il tipo di storia che viene raccontata, la protagonista è la lotta per la vita vista attraverso una prospettiva particolare in cui, per una volta, non è solo l'uomo a voler distruggere la grande opera di Madre Natura. Gli adolescenti MK e Nod, attraversano la fase di crescita senza eccessivi psicodrammi, Ronin, il capo dei Leafmen è una guida che ha fatto del proteggere la regina e la foresta la sua ragione di vita, non si piega e non si arrende. 
Totali vincitori dell'affetto e della preferenza del pubblico saranno sicuramente la coppia formata dalla chiocciola e dalla lumaca, che garantiscono facili risate!
Da un punto di vista puramente visivo è abbastanza piacevole, gli esseri dalle fattezze umane sono meno particolareggiate di tutto ciò che ha a che fare con la natura: specialmente i volatili sono finemente caratterizzati e davvero affascinanti da osservare, dai colibrì dalle espressioni serie ai corvi messaggeri di morte, passando per  un simpatico passerotto un po' spiumato. 
I Leafmen ricordano dei samurai, ma in una maniera concettualmente un po' scialba. Indossano i tabi e armature simili a quelle dei guerrieri giapponesi, portano katana al fianco, ma è un po' come se non fossero né carne né pesce, ovvero non si discostano molto dai samurai ma sono troppo somiglianti nel comportamento per convincere, creando così un'immagine un po' annacquata. Il capo dei Leafmen si chiama addirittura Ronin, e non c'è un uomo più fedele e leale alla sua signora e alla sua causa.
Il fantomatico 3D…. 
Se anche non l'avessero fatto in 3D non sarebbe cambiato molto, il film non ne avrebbe particolarmente risentito. Le scene di volo sono più spettacolari, ma i benefici terminano lì per cui nessuno ne avrebbe davvero avvertito la mancanza. Tuttavia i bambini si divertiranno molto e questo può essere solo positivo.
E, per quanto riguarda la colonna sonora, non si sono risparmiati. Tutta interamente composta dal buon Danny Elfman si sposa bene con le varie scene e i momenti importanti. Durante i titoli di coda si può sentire una canzone scritta a quattro mani da Beyoncé (che da la voce anche alla regina Tara nella versione originale) e Sia.
Invece durante il film, a sorpresa, uno dei personaggi comincerà a cantare. 
Non vi preoccupate, sarà un intermezzo abbastanza breve e orecchiabile… Nella versione originale cantata niente di meno che da Steven Tyler, il leader degli Aerosmith, che già in precedenza si era cimentato con brani per dei film, come I don't want to miss a thing, per Armageddon di Michael Bay.
Non siamo ancora sicuri che il finale ci convinca, ma è possibile che per i più piccoli sia abbastanza accettabile, anzi quasi la scelta migliore.
Chissà se si guarderanno intorno con più interesse, la prossima volta che i genitori li porteranno a fare un pic nic in mezzo ad un prato….

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