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E’ morto Massimo Mattioli, fu di ispirazione a Matt Groening

Uno dei creatori di Cannibale

Venerdì 23 Agosto è morto all’età di 75 anni Massimo Mattioli dopo una breve malattia. Fu uno dei più importanti fumettisti italiani al mondo.

Massimo Mattioli, uno dei padri dell’Underground

Massimo Mattioli

I suoi fumetti erano come ci piacevano: politicamente scorretti, brutti, sporchi e cattivi.

Nel 1977 fu, assieme al mitico Stefano Tamburini, il fondatore della rivista underground Cannibale, che nel periodo successivo potè vantarsi delle firme di Filippo Scozzari, Andrea Pazienza e Tanino Liberatore.

Il Maestro Mattioli era noto anche per Squeak the Mouse, fumetto che ispirò Matt Groening per la creazione di Grattachecca e Fichetto. Infatti Squeak The Mouse sono una serie di albi che narrano le vicende di un topo contro un gatto, il tutto in uno stile estremamente splatter (senza considerare anche la forte vena pornografica che prendevano diverse parti del fumetto).

Il suo campo creativo spaziava da un universo ad un altro senza nessuna limitazione.

Infatti, oltre ad aver creato vari personaggi cult/underground del fumetto italiano, e storie che vertevano dall’umorismo, allo splatter, al pornografico, passando per il totale nosense, Mattioli fu anche il creatore di Pinky, un fumetto per bambini in cui il protagonista era un innocente coniglio rosa che fa il giornalista, pubblicato tra il 1973 e il 2014 sul Giornalino.

Durante la produzione di Cannibale, crea uno dei personaggi più noti del suo repertorio, Joe Galaxy, un falco spaziale che si cimentava in avventure pulp intergalattiche, riuscendolo a pubblicare con periodicità irregolare fino al 1992.

La sua fama non è legata solo al fumetto, ma anche a differenti espressioni artistiche dove si è riuscito a far valere grazie alle sue doti creative. Negli anni Ottanta, al clou della sua notorietà, espose diverse sue opere alla galleria d’arte moderna di Bologna, e in altri musei della città, espandendo i suoi lavori in un raggio sempre più ampio, fino a superare i confini Italiani, e raggiungere vari musei europei, come quelli di Lisbona, Basilea o Parigi.

Ci lascia l’ennesimo talento sempre troppo sottovalutato.

Enrico Natalini

il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.

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