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Dynasty Warriors 9: una rivoluzione mancata

Dopo 4 anni dall'ultimo capitolo rilasciato, la famosa saga di Dynasty Warriors si arricchisce con il nono rivoluzionario capitolo.
Se siete degli appassionati saprete sicuramente che "rivoluzionario" non è proprio il primo aggettivo che ci viene in mente quando parliamo di questa serie; sin dalla sua prima apparizione, infatti, avvenuta ormai nel lontano 1997, la serie Dynasty Warriors ha mantenuto nel tempo il classico stampo "musou" trasformandolo in un punto di forza che, nel 2011, gli ha permesso di raggiungere la soglia di ben dodici milioni di copie vendute in tutte il mondo.
L'elemento rivoluzionario di Dynasty Warriors 9 è niente meno che l'elemento di Open World!
Ma partiamo con ordine.
Ci troviamo intorno all'anno 220 e la Cina sta per entrare nella cosiddetta "Epoca dei Tre regni", un periodo di grandi lotte iniziate con la rivolta dei Turbanti Gialli. 
Il primo personaggio che utilizzeremo sarà il generale Cao Cao che dovrà inizialmente domare le rivolte e riportare la quiete durante 13 lunghi capitoli principali nei quali è suddivisa la storia. Andando avanti con la trama sarà possibile sbloccare molti altri personaggi con i quali rivivere le stesse scene da una nuova prospettiva. 
La trama non ci ha lasciato particolarmente sconvolti (cosa non rara in un Dynasty Warriors). Avremmo voluto sapere molto di più su questo periodo storico ma i tanti dialoghi , a volte inutilmente interminabili, si limitano a discorsi semi-vuoti tra i personaggi e discussioni tra le varie fazioni.

Il vero grande cambiamento di questo capitolo è l'introduzione dell'Open World. L'ampiezza della mappa i cui i nostri personaggi si muovono ci ha lasciato davvero sorpresi…per i primi quindici minuti, dopo questo brevissimo tempo, infatti, ci si rende conto che ci troviamo all'interno di un grande nulla: una vastissima area sempre troppo simile a se stessa con pochissimi punti di interesse. Tra un fiume in cui pescare o un manipolo di soldati da liberare, il resto degli eventi e delle missioni avvengono in punti predefiniti e poco interessanti. Insomma, dopo un paio di cavalcate, abbiamo sentito una forte nostalgia per Open World come Skyrim o Legend of Zelda: Breath of the Wild.
Interessante, invece, il dinamismo di alcune missioni. Sebbene la grande maggioranza delle quest prevedano il classico "Spostarsi dal punto A al punto B ed eliminare il nemico", alcune missioni richiederanno un minimo di strategia in più per attaccare dei piccoli manipoli di soldati incontrati casualmente durante i nostri viaggi al fine di sfoltire un possibile grande esercito che avremmo incontrato in una quest principale.
Questo ci permetterà anche di aumentare il livello del nostro eroe, acquisire risorse e materiali con cui potenziarci e acquistare equipaggiamento dalle varie botteghe.
Una grande delusione sono state invece le missioni di assedio in cui si tenta di invadere un castello nemico per ucciderne il signore nemico; le possenti mura del castello possono essere facilmente superate grazie ad un pratico rampino che ogni personaggio possiede e che vi permetterà di uccidere il vostro obiettivo in brevissimo tempo. La missione sarà vinta mentre i vostri alleati si trovano ancora a menar colpi di ariete al portone principale.
Il punto di forza resta, come in tutti i Dynasty Warriors, il combattimento. Il gameplay è ancora ampiamente dominato dal classico "button mashing" con cui eliminare centinaia e centinaia di soldati con mosse scenografiche ed efficaci. Non possiamo negare una certa soddisfazione nell'abbattere tutti quei nemici!
Il combattimento viene ravvivato da una grande quantità di armi a disposizione che modificano lo stile di combattimento del personaggio a seconda dell'oppositore che si ha di fronte. Non mancano nemmeno le mosse "speciali" e una buona dose di effetto rallenty per condire il tutto. La strategia dei combattimenti resta ancora un miraggio dato che l'intera  orda di nemici potrebbe essere completata premendo sempre e solo lo stesso pulsante.
Dal punto di vista tecnico la situazione non è assolutamente delle migliori. Per quanto i modelli dei personaggi principali risultino chiari e riccamente realizzati, le texture dei personaggi secondari, degli abitanti e dei soldati lasciano davvero sconcertati. A questo si aggiunge anche una pigrizia nella realizzazione di alcune animazioni involontariamente grottesche.
Se non siete grandi appassionati della serie di Dynasty Warriors non siamo sicuri che questo titolo possa convincervi appieno. I difetti tecnici sono ancora moltissimi e bisognerà porvi rimedio con l'utilizzo di sostanziose Patch.
Quel che è certo è che questo nuovo capitolo mantiene la stessa anima e la classicità su cui la Omega Force e la Koei hanno marciato per anni.

Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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