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Dragon Ball FighterZ: un grande primo round

Dal suo annuncio, Dragon Ball FighterZ ha generato negli amanti dei picchiaduro e in quelli dello storico manga/anime di Akira Toriyama un’incredibile salivazione dovuta all’hype, salito a livelli mai visti prima per un titolo dedicato all’immortale Dragon Ball. Bandai Namco ci ha preso giusto credendo nella software house Arc System Works, già autrice di capolavori del genere picchiaduro come Guilty Gear e Blazblue (qui la nostra recensione sull’ultimo Guilty Gear). Chi vi parla è anzi fermamente convinto che negli ultimi anni questa piccola software house giapponese abbia messo KO con un perfect rinomati esperti del genere, come Capcom e il suo Street Fighter o NetherRealm e il suo Mortal Kombat. Vero anche che ognuno ha sviluppato un suo stile differente di combattimento (per maggiori info ecco un articolo a riguardo del genere picchiaduro dalla nostra rubrica Thunder Hammer), ma a livello di cura sia tecnica che di giocabilità percepiamo molte più attenzione da parte dei giapponesi di Arc System Works e questo nuovo titolo dedicato a Dragon Ball lo dimostra ampiamente. Pochi giorni fa si è svolta la closed beta di Dragon Ball FighterZ, a cui abbiamo partecipato, e le nostre aspettative non solo hanno avuto conferma ma sono state ampiamente superate.

Iniziamo dal dire che avevamo due paure principali sul gameplay del titolo: la prima era che, dopo essere stati abituati sin dai tempi di Budokai Tenkaichi e poi col recente Xenoverse, ad un combattimento tridimensionale, con arene completamente esplorabili, il ritorno al 2D potesse risultare un po’ limitante; la seconda paura, proprio per i limiti precedenti, era che il gameplay fosse un reskin del sistema di combattimento visto in Guilty Gear, solo con i personaggi di Dragon Ball. Entrambe le nostre paure si sono sciolte come neve al sole dopo pochi combattimenti. Il sistema mantiene a grandi linee gli archetipi visti nei passati lavori della software house giapponese, ma riesce ad adattarsi perfettamente allo stile dello storico shonen, come un bellissimo vestito che mette in risalto ogni parte del corpo. I combattimenti dunque ricordano tantissimo quanto visto nell’anime e nel manga, con raggi d’energia che volano per tutto lo schermo, attacchi dinamici e velocissimi che non lasciano respiro all’avversario e spettacolari altamente distruttive, anche per lo scenario. Per farla breve: lo spirito di Dragon Ball è presente in ogni singolo frame di ciascun lottatore.

La closed beta permetteva di provare ben 12 personaggi, ognuno con uno stile diverso dall’altro: Goku e Vegeta risultano i più facili con cui iniziare, grazie a mosse dirette e intuitive; Trunks e la sua spada avranno bisogno di maggiore precisione per riuscire a concatenare le mosse con la spada e i potenti attacchi energetici; Piccolo potrà contare su attacchi a sorpresa, come le braccia allungabili e diverse finte; C16 sarà invece il personaggio grosso basato sulle prese, anche se la sua velocità di movimento non è da sottovalutare. Trovare un personaggio che si adatti al nostro stile di gioco non sarà difficile grazie alla varietà del roster, senza contare poi che ogni combattimento è basato su scontri 3vs3, così da poter variare un po’ l’approccio a seconda dell’avversario che si ha di fronte.

Il sistema ricorda molto Marvel VS Capcom, infatti potremo chiamare uno dei due personaggi non in campo a dare supporto, oppure a sostituire il nostro lottatore ferito per permettergli di riprendersi, o ancora per prolungare una combo. Il sistema di controllo è piuttosto immediato, con tre tasti per gli attacchi fisici, da debole a forte, e uno per gli attacchi d’energia, che variano a seconda dei personaggi e dei direzionali premuti insieme. Tramite altre combinazioni di tasti potremo: avvicinarci velocemente all’avversario vanificando qualsiasi tentativo di tenerci a distanza con una scarica di sfere d’energia; teletrasportarci dietro l’avversario, consumando una barra delle mosse speciali, così da cogliere di sorpresa il nemico o prolungare una combo; fare un rush che farà partire una combo aerea. Il combattimento risulta dunque immediato e per i meno esperti basterà premere ripetutamente il tasto dell’attacco debole per concatenare una combo base, scelta che, ultimamente, molti picchiaduro fanno per essere più accessibili al grande pubblico. Ovviamente, i più esperti troveranno la profondità tipica di un titolo Arc System Works, con il suo stile aggressivo, una grande libertà di creare combo e meccaniche speciali che renderanno i match adrenalinici fino all’ultimo secondo.

Graficamente Dragon Ball FighterZ è da spaccarsi la mascella dallo stupore. Lo stile è quello ripreso dagli ultimi Guilty Gear, con personaggi e ambienti in 3D, creati con un cel-shading che rende la grafica dell’anime obsoleta. Il piano di gioco bidimensionale è simulato talmente bene da non riuscire a credere che ciò che si muove su schermo siano dei modelli tridimensionali, fino a quando la telecamera non ci ruoterà attorno. L’attenzione al dettaglio è incredibile, con le animazioni che riproducono fedelmente ogni tecnica della controparte cartacea, inoltre le chicche non mancano, come quando vedremo le sfere di energia colpire un grattacielo sullo sfondo dopo averle respinte, o un immenso raggio partire dalla Terra verso lo spazio quando finiremo il match con una super mossa, come ad esempio una Super Kamehameha o un Final Flash.

Dragon Ball FighterZ
è il gioco che ogni fan della serie desidera, compresi noi che non vediamo l’ora di poter mettere le mani sulla versione completa del picchiaduro di Bandai Namco e Arc System Works. Aspetteremo con ansia fino a febbraio, segnando i giorni che ci separano dalla sua uscita. Intanto vi lasciamo con il video di un incontro registrato durante la nostra prova.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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