Intrattenimento

Dissidia Final Fantasy NT: una battaglia infinita

La saga di Final Fantasy ha costruito in oltre trent’anni dalla sua creazione innumerevoli mondi e personaggi, facendo sognare milioni di giocatori con le sue storie. Non a caso, molti dei protagonisti creati sono rimasti nel cuore degli appassionati, che non sono riusciti a dimenticarli dopo la fine delle rispettive vicende. Così, Cloud, Squall, Tidus, Cecil e molti altri vivono ancora non solo nei ricordi dei fan, ma anche in nuovi progetti spin off della saga maestra, che glorificano la loro esistenza rendendoli immortali.
Era solo questione di tempo, prima che un progetto riunisse tutti questi eroi e le loro corrispettive nemesi in un unico titolo. Dopo le prove generali di Kingdom Hearts, dove alcuni personaggi della saga nata dalla mente di Hironobu Sakaguchi interagivano fra loro, è arrivato Dissidia Final Fantasy, esperimento nato sulla PSP, la prima console portatile di Sony. Di Dissidia uscirono due capitoli, il primo nel 2009 e il Duodecim nel 2011. Questo era un prequel del primo, ma conteneva anche la campagna originale. I due titoli erano dei picchiaduro piuttosto atipici che coinvolgevano in scontri 1vs1 i diversi personaggi della saga partendo dal primissimo FF fino all’ultimo dell’epoca. Nel 2015, dopo anni in cui il progetto Dissidia sembrava dimenticato, Square Enix portò nei cabinati nipponici l’arcade ispirato a questi titoli, intitolato Dissidia Final Fantasy NT, di cui andremo a parlare in questa sede.

Dissidia Final Fantasy NT
apporta diversi cambiamenti ai capitoli usciti su PSP, introducendo per la prima volta gli scontri in team 3vs3 e un focus sulle battaglie fra giocatori, data l’origine prevalentemente competitiva di cui tutt’oggi vive la versione da sala giochi. Il titolo è stato sviluppato in collaborazione con Koei Tecmo e il famoso Team Ninja, artefice dei vari Dead or Alive e Ninja Gaiden.
Se vi aspettavate un capitolo nello stile di quelli usciti su PSP, molto probabilmente resterete delusi, dato che il lato RPG e il focus sulla storia sono molto più blandi rispetto ai suoi predecessori. Fondamentalmente le modalità presenti sono: Story Mode, Tutorial, in cui vi vengono insegnate le basi del gioco con comode lezioni pratiche, la modalità battaglia locale e la modalità battaglia online.

Partendo dalla modalità storia, arrivano subito le prime note dolenti. Per riuscire a godervi la trama del gioco dovrete praticamente farmare dei cristalli chiamati Memoriae, che otterrete solamente vincendo scontri online e offline. L’intera storia è divisa in una cinquantina di punti su una mappa in stile sferografia, con diversi percorsi narrativi che mostrano le vicende di questa storia in stile Secret Wars della Marvel. Capite dunque che per riuscire a godervi tutta la trama dovrete farmare molto, affrontando numerosi combattimenti.
A livello narrativo le vicende partono debolmente, con una trovata che serve a giustificare le molte battaglie combattute anche al di fuori di questa modalità. Gli eventi, infatti, se avete giocato i capitoli precedenti, si svolgono nello stesso mondo e dimensione, ma a sostituire Chosmos e Chaos ci sono due nuove divinità: Materia e Spiritus. Materia è la divinità dell’ordine, nata per proteggere il mondo, mentre Spiritus è la sua nemesi, nato dal chaos per dominare lo stesso mondo con violenza. La cosa interessante è che questa volta tutti i personaggi presenti ricorderanno sia da dove provengono sia quanto successo nelle precedenti guerre, avvenute nei passati capitoli del gioco. Fra le new entry più importanti abbiamo Noctis da Final Fantasy XV, che, essendo alla sua prima evocazione in questo mondo battagliero, servirà a introdurre gli eventi anche per i giocatori neofiti di questo spin off. Sostanzialmente, ogni spazio della mappa dello story mode vi introdurrà a un evento che si tradurrà in un semplice filmato oppure in una battaglia. I punti più alti di questa modalità restano le battaglie con le Summon, davvero divertenti ed epiche al punto giusto. In definitiva, la storia, nonostante l’incipit non molto convincente, non ci è dispiaciuta, ma troviamo sia stata davvero una pessima scelta il dover fare combattimenti extra per essere in grado di proseguire con la narrazione.
Le altre due modalità presenti sono Battaglie Offline e Online. Nella Battaglia Offline potrete scegliere la modalità Incursione, una specie di Arcade Mode in cui con il vostro team affronterete altri team avversari guidati dalla CPU, per un totale di sei combattimenti di difficoltà crescente. Sarete voi a decidere che avversari affrontare dopo ogni round, scegliendo la difficoltà della squadra nemica che va da bronzo a cristallo. Chiaramente, più i nemici saranno forti, più punti esperienza otterrete alla fine. Bisogna constatare di quanto purtroppo l’IA vostra alleata sia incapace, mentre ai livelli di classificazione alti (diamante o cristallo) quella avversaria sia spietata, falciando brutalmente i vostri compagni virtuali, cosa che vi costringerà a essere davvero bravi per riuscire a fare tutto da soli.
L’altra modalità presente è l’Allenamento, che vi consentirà di impostare i parametri dei due team opposti per simulare un incontro. Non esiste una modalità multiplayer offline, quindi potrete giocare con i vostri amici solo online.
Nella modalità online potrete selezionare le battaglie classificate come “in singolo”, “in squadra” o “personalizzate”. La differenza fra singolo e in squadra è praticamente nulla, se non che per partecipare in quella di squadra dovete formare un team con altri due giocatori, altrimenti verrete reindirizzati in quella singola dove verrete accorpati a un team tramite matchmaking. Le battaglie personalizzate invece vi consentono di impostare diversi parametri, come la modalità di gioco, la restrizione a determinate classi di personaggi ecc. Purtroppo non è presente una modalità di battaglia 1vs1, cosa che avremmo gradito, limitando gli scontri soltanto a 3vs3.

Passiamo ora al gameplay. Esistono solo due tipi di battaglia: Incursione, in cui il primo team che riesce a realizzare 3 KO vince, e Caccia al Cristallo, in cui bisognerà distruggere il cristallo nemico per vincere. Il roster di personaggi conta ben 28 presenze, fra i classici già presenti nei vecchi capitoli come Cloud, Sephiroth, Tidus, Squall, Gidan, Kuja, Jecht, Lightning ecc. fino alle new entry come il già citato Noctis, Ace da FF Type-0 e Ramza da Final Fantasy Tactics. I personaggi saranno divisi in quattro categorie: Assaltatore, potente nell’attacco e nella difesa ma piuttosto lento nell’esecuzione dei colpi; Velocista, che è veloce nell’attacco ma pecca in difesa; Tiratore, specializzato in attacchi a distanza e molto debole nel corpo a corpo; Specialista, una classe particolare con abilità uniche differenti da tutti gli altri. Oltre alla scelta dei personaggi, dovremo scegliere anche una summon, selezionabile fra le classiche Ifrit, Shiva, Odino, Bahamuth ecc.
Queste potranno essere evocate riempiendo un’apposita barra tramite i nostri attacchi e, soprattutto, grazie alla distruzione di un cristallo apposito che comparirà durante i combattimenti. Le summon non solo entreranno in gioco attaccando i nostri avversari (senza la possibilità di regalarci dei KO però), ma anche potenziando alcune nostre abilità, come la velocità del nostro team o le mosse speciali.

 Il combattimento
in sé riprende le basi di quanto visto su PSP, dove in sostanza avremo due tipi di attacchi: gli attacchi audacia e gli attacchi HP. I primi ci consentiranno di colpire i nostri nemici con delle combo che cambiano a seconda della pressione del tasto neutro o se questo viene coadiuvato da un tasto direzionale. Più colpiremo gli avversari con questa tipologia di azioni e maggiore sarà la potenza del nostro secondo strumento offensivo: gli attacchi HP. Questi sono una sorta di mossa speciale che potrà infiggere danno reale ai nemici e, se avremo accumulato abbastanza potenza (indicata da un contatore numerico), potremo addirittura eliminare un avversario con un colpo solo. Oltre ciò potremo usufruire di comandi base come scatti in direzione dell’avversario preso in target al momento, parate, salti e schivate. Fra le novità del sistema ci sono gli attacchi EX, tre per personaggio, di cui due personalizzabili con effetti e magie che tendono a potenziare il nostro team o a dare dei malus a quello avversario, mentre l’ultimo è unico per ogni eroe. Ad esempio, Cloud potrà usare la Limit Break per potenziarsi, Noctis potrà lanciare la sua arma per teletrasportarsi verso l’avversario e infliggere danno e così via. Non ce la sentiamo dunque di definire i combattimenti come da picchiaduro vero e proprio, ma sono più nello stile di un brawler.

I combattimenti risultano anche godibili, una volta presa la mano, nonostante presentino una certa legnosità nelle animazioni che inficia il ritmo di gioco. I difetti più grandi però sono due: il caos estremo presente su schermo e la telecamera. Il gioco risulta davvero confusionario in certi momenti, dato che bisogna tenere presenti troppe informazioni su schermo: spesso verrete colpiti alle spalle mentre eravate concentrati su un nemico, proprio perché non siete riusciti a rendervi conto in tempo dell’informazione a schermo che vi avvisava dell’attacco avversario. Purtroppo, le meccaniche di target degli avversari sono troppo confusionarie da gestire nei momenti più adrenalinici e spesso vi ritroverete attaccati al muro a subire passivamente ogni sorta di attacco.
La situazione si fa ancora più caotica con l’ingresso in campo delle evocazioni, che inizieranno a produrre attacchi a zona, esplosioni ed effetti vari per tutta l’arena mandandovi ancora più in confusione. In tutto questo la telecamera faticherà a stare dietro a tutta l’azione, non potendo certo mostrarvi cosa sta succedendo intorno a voi a 360 gradi. Il divertimento maggiore lo si trae giocando con un team di amici riuscendo a coordinarvi vocalmente, altrimenti il matchmaking vi assegnerà a team molto casuali nella composizione, senza equilibrio fra i personaggi e con disparità di livello anche alte con gli avversari. Insomma, andrà molto a fortuna agli inizi, finché non inizierete a padroneggiare un minimo il sistema di combattimento. L’online, nonostante diverse lamentele sentite in giro, ci è sembrato stabile, senza mai darci grossi problemi di netcode, se non in pochissime occasioni.
Il gioco vi costringerà dunque a una profonda fase di grinding, non soltanto per sbloccare le Memoriae per la modalità storia, ma anche per aumentare il vostro livello giocatore e quello dei personaggi utilizzati (ognuno di essi ha 10 livelli massimi), così da sbloccare nuove mosse EX e mosse HP specifiche per il personaggio. Oltre tutto ciò, potrete guadagnare tesori da aprire che vi doneranno oggetti di carattere estetico, come nuove skin per gli eroi e i villain, nuovi titoli, temi, avatar, canzoni ecc. Molte di queste cose le potrete comprare ottenendo la valuta in game; state tranquilli però, non esistono microtransazioni. 
Graficamente il titolo non fa gridare al miracolo, ma lo capiamo, essendo la conversione di un arcade vecchio di tre anni. Se i personaggi sono accettabili, lo sono meno le arene, parecchio spoglie e anonime anche se ispirate a luoghi storici della saga. Sulla colonna sonora nulla da dire, dato che troverete le canzoni più famose dei diversi titoli, sempre meravigliose da ascoltare.
Dissidia Final Fantasy NT non è quello che ci saremmo aspettati da questa serie, infatti il titolo finale è un gioco basato principalmente sui combattimenti online e votato per entrare nell’olimpo degli eSports, sacrificando la componente narrativa su cui la saga si basa. Nonostante i problemi di gestione della telecamera e del caos su schermo, una volta presa la mano le battaglie risultano godibili, quindi se amate la competizione con altri giocatori e Final Fantasy è il vostro pane quotidiano allora questo è un gioco che potrebbe piacere alle vostre papille gustative videoludiche.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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