Cultura e Società

Come suona l’organo continuo di Leonardo?

Un gruppo di studiosi milanesi ha ricostruito un modello funzionante dello strumento

Come suonava l’organo continuo a canne di Leonardo da Vinci? Grazie al progetto sostenuto da Leonardo 3 questa macchina meravigliosa è stata ricostruita- e suonata-.

L’organo continuo di Leonardo: ingegneria a servizio della musica

L’ organo progettato dal genio toscano ha un sistema di canne e una tastiera, come qualunque organo. A differenziarlo dagli altri strumenti è un sistema elaborato di mantici a pedali che spinge l’aria nelle canne lignee. Questo sistema ne fa uscire un suono simile a quello di un flauto dolce.

Questo gioiellino è stato ricostruito in base a un disegno che si trova nel foglio 76r del codice Madrid II, e grazie alla sapienza artigiana del maestro cremonese Saverio Tamburini, che ha anche avuto l’onore di suonarlo per la prima volta. L’organo non ha bisogno di fonti energetiche esterne diverse dalle gambe del suonatore. A detta del maestro “suonarlo non è neppure faticoso”.

Non subisce nemmeno quel problema di “fame d’aria” di cui talvolta soffrono gli organi di dimensioni molto ampie-immaginate quanta aria serva per suonare decine e decine di flauti.

La collezione di Piazza della Scala

Il lavoro farà parte della collezione di strumenti musicali leonardeschi ricostruiti in legno custoditi a Palazzo della Scala. A detta del maestro è anche quello che suona meglio tra tutti. All’ esibizione era presente anche l’assessore alla cultura Filippo del Corno, musicista prestato alla politica.

Leonardo e la musica: un binomio solido e fruttuoso

Prima di recarsi alla corte di Ludovico il Moro, Leonardo aveva presentato una lettera dove elencava le sue numerose capacità: un vero e proprio curriculum ante litteram. Un ruolo non secondario in questo pesante corredo di doti ed esperienze è giocato dalla conoscenza musicale. Proprio per queste occasioni è stato progettato l’organo ricreato a Milano: uno strumento adatto per il contesto delle feste di corte in cui interrompere la musica per manovrare mantici sarebbe potuto essere antiestetico e scomodo. Chi ha mai detto che i geni non sanno divertirsi?

Source
Ansa

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