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Call of Duty WWII: la storia si ripete

Tutto nel mondo è composto da vari cicli; passano le ere, passano le mode, ma prima o poi ciò che ha lasciato il segno torna a galla. Negli ultimi anni gli sparatutto a tema futuristico avevano inflazionato il mercato, specialmente gli ultimi capitoli di uno dei titoli più famosi del genere, Call of Duty, che ormai andava avanti da molti anni con esoscheletri e armi laser. Così, vista anche la saturazione che il modello futuristico ha provocato nel mercato, si è deciso di fare un passo indietro e di tornare alle origini. Si arriva dunque all’uscita di Call of Duty World War II, il nuovo capitolo del famoso sparatutto di Activision, quest’anno in mano a Sledgehammer, al suo terzo titolo del franchise.

Call of Duty WWII torna alle origini del prodotto, ai primi capitoli del franchise, ambientati durante gli anni della guerra contro la macchina nazista. Potremmo suddividere il gioco in tre modalità distinte che andremo ad analizzare: Campagna, Multiplayer e Zombie.

La campagna ci mette nei panni di un soldato americano, Ronald “Red” Daniels, che insieme ai suoi commilitoni si ritrova ad affrontare l’esercito nazista nelle ultime ore del suo dominio. Si parte infatti dal D-Day, cercando di sopravvivere sulle spiagge della Normandia, fino ad arrivare nel cuore della Germania, liberando, missione dopo missione, le aree occupate dai nazisti. La trama è raccontata in modo molto cinematografico, nello stile dei War Movie più epici. Molte le scene altamente spettacolari, dove saremo i protagonisti. Chi ha giocato innumerevoli FPS ambientati in questo periodo storico, non potrà fare a meno di provare un senso di dejà vu mentre assiste alle vicende di Daniels e dei suoi compagni. A livello di sceneggiatura la storia non porta nulla di nuovo nel panorama degli sparatutto, con diversi personaggi e situazioni parecchio stereotipate. Sono presenti delle scene un filo più impegnate e interessanti, ma sono un’eccezione rispetto all’intera struttura. Nonostante questo, la campagna single player non è da buttare, anzi, riesce comunque a dipingere in maniera efficace il quadro storico dei tempi, mostrando al pubblico il lato più duro della guerra. Possiamo considerarla come una delle migliori degli ultimi anni all’interno del panorama dei Call of Duty, registicamente più interessante rispetto allo stile di un “action movie” medio.

Dal punto di vista più videoludico la campagna è anche qui molto in linea col passato; affronteremo una serie di missioni in cui dovremo completare diversi obiettivi, spesso intermezzate da fasi che spezzano la linearità del gameplay, come la guida di mezzi militari di vario tipo e parti più stealth, per una durata complessiva che varia fra le sei e le otto ore, a seconda della difficoltà in cui giocate. Le novità degne di nota sono due: l’assenza della rigenerazione automatica della salute (infatti dovremo raccogliere e utilizzare dei medikit per curarci) e la presenza delle abilità dei nostri compagni, con cui, uccidendo nemici, riempiremo una speciale barra, che una volta piena potrà essere usata per avere dei bonus, che vanno dal semplice ottenimento di oggetti come medikit, munizioni o granate, fino all’individuazione dei nemici o la possibilità di richiamare colpi di mortaio. Punto dolente è l’IA nemica, che non brilla per il suo acume, infatti i nazisti si ridurranno a semplici bersagli mobili senza particolare tattica. Questo si rispecchia anche dal punto di vista narrativo: non avremo nessuna nemesi ben caratterizzata, ma sempre dei generici e anonimi nazisti. In definitiva la campagna single player di COD: WWII intrattiene bene, con una storia piuttosto riuscita, anche se non si discosta molto da tutte quelle già viste in precedenza nell’ambito della WWII.

Secondo aspetto, e forse anche il più importante del titolo, è il Multiplayer. Questa modalità pone le sue basi nel Quartier Generale, l’HUB interattivo dove potremo incontrare altri giocatori e parlare con alcuni PNG, che ci permetteranno di ottenere nuovi ordini e contratti (solitamente obiettivi come il vincere in tutte le modalità o uccidere tot nemici con una particolare arma, che ci ricompenseranno con nuovi oggetti e crediti), oppure di esercitarci con le nuove serie di uccisioni o in sfide 1VS1. In qualunque momento potremo accedere alle varie modalità presenti, che vanno dai grandi classici come deathmatch a squadre, cattura la bandiera o tutti contro tutti, fino alle novità, come la modalità Guerra, fiore all’occhiello di questo capitolo. Nella modalità Guerra saremo divisi fra team d’attacco e di difesa; entrambi dovranno svolgere i propri compiti, che siano conquistare una base o distruggere un determinato punto della mappa. La cosa interessante è che gli obiettivi sono dinamici e cambiano di mappa in mappa rendendo sempre molto varia e divertente questa modalità.

Il sistema di crescita all’inizio può lasciare un po’ spaesati i neofiti, infatti i livelli dei personaggi saranno slegati da quelli delle classi (5 presenti che coprono ruoli classici, dalla truppa d’assalto a quella corazzata fino al cecchino), inoltre anche le armi avranno un proprio livello, che le renderà sempre più personalizzabili con l’aumentare di quest’ultimo. Una volta presa confidenza con questo sistema capiremo che avremo davvero molto da fare, in modo da garantire una longevità enorme per questa modalità, specie per i fan più hardcore che vorranno sbloccare ogni tipo di arma e personalizzazione per il proprio personaggio. Il gameplay torna su ritmi più classici, dimenticando esoscheletri e doppi balzi e lasciando sempre spazio all’azione da arcade, ma con un pizzico di aspetto tattico in più rispetto ai capitoli passati. Il comparto multiplayer torna dunque a essere uno dei migliori nel settore, risultando profondo e immediato allo stesso tempo e garantendo ore e ore di divertenti battaglie sia ai fan più accaniti che ai neofiti.

Infine chiude il terzetto l’immancabile modalità Zombie, che può quasi essere considerata un gioco a parte. Come di consueto il nucleo resta simile al passato, dovremo infatti difenderci da ondate di zombie sempre più aggressivi, questa volta con anche la presenza di zombie speciali e più potenti, che ricordano vagamente quanto visto in Left for Dead. In questa modalità potremo scegliere tra quattro personaggi, ognuno interpretato da un grande attore: David Tennant, conosciuto da tutti per Doctor Who e Killgrave in Jessica Jones; Elodie Young, l’Elektra di Daredevil; Ving Rhames, che ricordiamo tutti ne Il Miglio Verde; Katheryn Winnick, nei panni della bellissima Lagertha in Vikings. Ogni personaggio potrà poi equipaggiare una delle quattro classi presenti, ognuna dotata di abilità speciali e una sorta di ultra da attivare nelle situazioni più pericolose. Nello svolgimento della missione potremo poi potenziare il nostro eroe e comprare nuove armi con i punti ottenuti dall’uccisione degli zombie. Inutile dire che la cooperazione sarà fondamentale per arrivare alla fine tutti interi. Questa modalità dà infatti il meglio di sé giocata in cooperativa, specie con degli amici, dato che l’affiatamento sarà fondamentale nelle parti più concitate. In definitiva una modalità divertente e varia, grazie anche al taglio cinematografico da horror che l’accompagna.

Dal punto di vista tecnico il titolo offre un’ottima qualità grafica, specialmente nella modalità campagna, con texture e modelli dei personaggi davvero ben realizzate e un solido frame rate sulla versione per PS4 da noi testata. Il multiplayer rinuncia a qualche poligono per avere una stabilità maggiore nei suoi ritmi frenetici, riuscendo a rimanere fisso sui 60fps senza sbavature. Il comparto sonoro offre musiche d’accompagnamento che fanno il loro dovere senza nessuna eccellenza e un ottimo doppiaggio in italiano.

In conclusione, Call of Duty: WWII è un ritorno alle origini che non può fare altro che piacere. La struttura non è cambiata tanto rispetto al passato, ma snellisce molti degli aspetti futuristici già visti, rendendo il titolo più fruibile e immediato. A completare il tutto ci pensano una buona modalità campagna, fra le migliori degli ultimi anni, una modalità multiplayer che riesce a unire un po’ di tattica ai suoi ritmi frenetici prettamente da arcade e una modalità zombie davvero godibile. Se il setting della Seconda Guerra Mondiale vi ha sempre appassionato, troverete in questo titolo ore e ore di divertimento.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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