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Buio, come il cuore di un razzista.

Nero come il cuore è una graphic novel, un film, un romanzo; Angelo Bussacchini, disegnatore, adatta le parole di Giancarlo De Cataldo (già autore di Romanzo Criminale) a un fumetto, così come il regista Franco Ferrini l’aveva adattato allo schermo. Senza perderci in paragoni e confronti, vi illustriamo il volume edito da BD e lasciamo a voi la scelta di trovare un filo conduttore, partendo dal presupposto che la casa editrice sembra stia cercando di portare alla luce i migliori tratti del noir all’italiana, in senso positivo, non certo quello da fiction su Rai Uno.
Nascendo da un libro, naturalmente la sceneggiatura non manca, e forse alcuni giudicheranno davvero troppe le parole rispetto al quantitativo medio che ci si aspetta di incontrare in un fumetto: ebbene il lavoro di rielaborazione e riadattamento è stato estremamente fine, poiché pur essendo un racconto poliziesco è molto interiore e psicologico e trovare un giusto equilibrio tra azione ed introspezione è spesso una sfida persa.

Il protagonista, l’avvocato Valentino Bruio, è un uomo tormentato, pieno di dubbi su se stesso, sul mondo che lo circonda e soprattutto sulla legge di cui lui dovrebbe essere garante, eppure è buono e onesto, un “puro” solo e impavido contro i loschi intrighi di cattivi senza scrupoli. 
La sua grigia vita che ruota attorno al bar di gente di colore Sun City, viene scossa dall’arrivo di un amico del barman che implora Bruio di aiutarlo; stanco di avere a che fare con gli sfigati lo ignora e poco dopo l’uomo viene ritrovato morto. 
Ecco che l’uomo perbene e pervaso di sensi di colpa prende il sopravvento, e da lì l’avvocato non riesce a fare a meno di essere coinvolto in una lunghissima indagine con l’aiuto del poliziotto Del Colle. Si metterà così sulle tracce della potentissima famiglia Alga-Croce, i cui esponenti principali sono la bellissima Giovanna (di cui naturalmente Bruio si innamora) e suo padre Noè.
Forse anche grazie all’abilità descrittiva di De Cataldo quasi tutti i personaggi principali sono assai ben caratterizzati, così Giovanna è divisa tra la fredda logica di conservare la sua posizione sociale e un presunto senso di responsabilità nei confronti del mondo, in quanto ricca e quindi portatrice di un fardello economico e sociale che pochi possono comprendere.

Il vecchio Alga-Croce dal canto suo è invece presentato inizialmente come un vecchio burbero rappresentante della classe padrona che da sempre disgusta Bruio, ma con una personalità così brillante da affascinare tanto il protagonista quanto il lettore. 
Si tratta di una storia di un’attualità sconvolgente pur essendo stata scritta a fine anni ’80, nella quale lo scontro di amore-odio tra culture diverse, non solo quella bianca contro quella immigrata, ma anche (e soprattutto) quella ricca contro quella povera, viene mostrato con veemenza. 
Lo sfruttamento dell’omertà in cambio di condizioni di vita più o meno agiate, la lotta persa in partenza di chi si mette contro i potenti, l’incredibile ventaglio di sentimenti che possono legare due persone di ranghi sociali differenti sono tutti argomenti presenti e approfonditi nel fumetto e che lo rendono un’opera poco collocabile a livello spazio-temporale e anche come categoria. Come abbiamo già detto, appartiene al genere noir ma le sfumature psicologiche sono così evolute da far apparire il fumetto come un vero e proprio romanzo
E’ lodevole il rispetto di Bussacchini nel mantenere intatte le caratteristiche fondamentali della narrazione voluta da De Cataldo, forse anche un po’ troppo zelante nel farlo: il ritmo della storia è sempre vivo e intenso, tuttavia anche con meno parole avrebbe ottenuto lo stesso effetto.

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