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Belle: il coraggio di essere sé stessi | Recensione

La pellicola animata debutta nelle sale oggi, 17 marzo 2022

Un mondo magico ci attende nei cinema italiani dal 17 marzo 2022 con Belle, il nuovo anime del visionario Mamoru Hosoda. Dopo la standing ovation all’ultimo Festival di Cannes e la partecipazione ad Alice nella Città nel 2021, vi proponiamo la nostra recensione di Belle, il film d’animazione pronto a debuttare sul grande schermo per un pubblico più ampio.

Protagonista della storia è Suzu, una studentessa di 17 anni appassionata di musica. Esporsi nel mondo reale mette la giovane ragazza a disagio, per questo decide di iscriversi a un universo virtuale, U (si pronuncia come “You“). Lì, in quel mondo di esseri stravaganti (umani e non), scopre di poter essere sé stessa, nonostante la sua nuova veste: Belle. Il suo Avatar le dà il coraggio di cantare in pubblico, diventando così una star di fama mondiale, nel gioco. Durante una sua esibizione canora, Belle viene interrotta da una bestia, figura che diventerà sempre più centrale nella storia. Lungo la recensione di Belle vi daremo altri dettagli sulla trama, evitando qualsiasi tipo di spoiler, ma prima vi ricordiamo che l’anime sarà visibile in oltre 260 sale cinematografiche.

Belle, la recensione

Scritto e diretto da Mamoru Hosoda, Belle è una favola delicata e riflessiva, dove il mondo della tecnologia moderna – social, applicazioni, realtà virtuale – si incontra con un classico Disney: La Bella e la Bestia. I rimandi alla favola sono evidenti sin dalle prime scene. Se all’inizio sembra essere Suzu il “mostro” in quanto non particolarmente bella, diventa lei il personaggio più attraente nel mondo virtuale di U, l’universo fittizio in cui si immerge per evadere dalla sua realtà. Una realtà, la sua, ingombrante. Dopo la perdita della madre, la ragazza si è chiusa sempre più in sé stessa, allontanandosi dalla sua passione: il canto. Grazie a qualcuno, però, potrebbe capire che non è sola a vivere il dolore e ritrovare la forza di esporsi.

Belle è la Bella, ma chi è la Bestia? Attorno a questo punto ruota gran parte dell’anime. Il co-protagonista maschile è una figura minacciosa che presenta delle macchie e ha sembianze che ricordano appunto la Bestia del classico Disney. Hosoda ha aggiunto alla storia un elemento molto accattivante per chi ama entrare nella psicologia dei personaggi e capire i motivi delle loro decisioni. Se è vero che l’avatar è inventato, è altrettanto vero che ogni membro della community lo ha scelto in base ad alcuni aspetti della propria vita, alle proprie debolezze e desideri. E allora chi si nasconde dietro la maschera del Drago misterioso (la Bestia)? È davvero lui il mostro della situazione? Di certo non lo scoprirete nella nostra recensione di Belle, ma fortuna vuole che il debutto del film al cinema sia fissato per oggi.

Non solo amore e fantasia

Mamoru Hosoda non si accontenta di raccontare una storia d’amore, che è presente ma messa in secondo piano per dare spazio alla storia personale di Suzu e alla scoperta di sé stessa. Il regista ricorre a un uso sapientemente bilanciato dell’azione, che smorza il leggero appiattimento dovuto alle scene più drammatiche e/o romantiche, fornendo così al pubblico un film godibile in tutte le sue componenti. Dagli effetti speciali in CGI alle musiche, dall’alternanza di colori tenui, vivaci e cupi alla costruzione minuziosa dei personaggi e dei luoghi (il mondo virtuale è una sorpresa per gli occhi), e fino all’esplosione emotiva – per il pubblico e gli stessi protagonisti dell’anime – che nasce dalla profondità dell’ultima mezz’ora di Belle.

Il regista sa bene come colpire lo spettatore, puntando su temi attuali e conferendo alla pellicola un alone di mistero e freddezza presente per tutta la sua durata. Mistero, azione e buoni sentimenti: un mix micidiale se tutti gli elementi sono ben amalgamati, ed è questo il caso. Da prendere in considerazione, al di là della sublime costruzione fisica dei personaggi principali, sono i rapporti che intercorrono tra essi. Per esempio, nel mondo virtuale è facile instaurare relazioni superficiali, prive di qualsivoglia spessore. Nel caso di Belle, però, è l’unica caratteristica che resta immutata: Suzu è presente per tutti, nella realtà e nell’universo fittizio in cui si nasconde. C’è anche per un estraneo che, pur non ammettendolo, ha bisogno di aiuto e di qualcuno che lo protegga dal male della vita; un “Drago” che per aspetto e indole assomiglia in una maniera impressionante alla Bestia del classico Disney.

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L’amicizia nella sua forma più pura

Lo abbiamo già accennato nella recensione: Belle è ricco di tematiche importanti. Vengono tutte toccate, e solo alcune approfondite. Una di queste è l’amore incondizionato verso il prossimo, che si può tradurre nell’amicizia più pura; un’amicizia che dà senza chiedere nulla in cambio. Un’amicizia che nasce dal cuore e dimostra un’apertura all’altro che ai tempi d’oggi sembra quasi utopia, ma a cui il regista sa dare il giusto tono e spazio. Subentra quindi anche il tema della fiducia e, di conseguenza, del coraggio di mostrarsi per ciò che si è, senza nascondersi dietro una maschera.

Dopo la recensione, vi ricordiamo che Belle debutta nelle sale cinematografiche oggi, 17 marzo 2022, grazie ad Anime Factory, etichetta di proprietà di Koch Media, in collaborazione con I Wonder Pictures. Per concludere vi segnaliamo un aspetto che rende la storia del film d’animazione ancora più autentica ed emozionante: le canzoni sono tutte in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

La Bella E La Bestia
  • DISNEY
  • Cartoni Animati (Attore)

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