Intrattenimento

Amore e shojo: tutta una finzione?

Quando ci s'innamora per la prima volta si cade in uno stato confusionario tale da dimenticarsi quasi  il proprio nome. Come tutte le prime volte ci si trova in una situazione che non sappiamo come affrontare, tra ondate di emozioni tanto intense da lasciarci storditi. 
L'adolescenza, che già di per sé è un momento di passaggio e trasformazione, amplifica questo mix esplosivo creando situazioni di cui poi si riderà, quando saranno passati abbastanza anni da dimenticare l'imbarazzo.
Così, se non addirittura peggio, viene presentato il primo amore negli shōjo manga. 
Sistematicamente le protagoniste s'innamorano della persona sbagliata, di quella da cui la logica consiglia di fuggire: il randagio, il maleducato, quello che dice sempre tutto ciò che gli passa per la testa senza farsi troppi scrupoli. 
Ma d'altronde non c'è scampo, ci s'innamora e basta, a dispetto di tutti i buoni propositi, degli avvertimenti che chi ci sta intorno possa darci. 
C'è il vecchio amico d'infanzia tutto azzimato e amato dai genitori che probabilmente non riscuoterebbe successo neanche se ballasse al chiaro di luna recitando poesie con in mano cioccolatini di prima scelta. Ci sono ragazze ferite che non escono dal loro guscio, le sognatrici che aspettano un principe azzurro che arriverà senza la calzamaglia. Il giovane uomo attratto da quella strana ragazza evitata da tutti perchè i suoi occhi gli dicono molto più di ciò che non facciano le voci di corridoio. E il “lui” perdutamente innamorato della ragazza del suo migliore amico.
Sono tutti esposti e vulnerabili, spogliati delle protezioni, si sentono come se avessero i più segreti pensieri scritti in volto, alla mercè della folla impietosa pronta ad enfatizzare le debolezze degli altri nella speranza di rendere invisibili le proprie.
E la gelosia, che insinua il dubbio distruggendo le certezze una per una; diventa una terza persona presente nella coppia, una presenza costante che semina zizzania, nutrendosene.
Non c'è nessuno che li possa aiutare, che li possa salvare, s'impara un po' alla volta, da soli, come reagire, come prendere le proprie decisioni… Insomma come crescere.
Per i protagonisti di Noi x sempre (僕らはいつも) la quotidianità viene sconvolta dal ritorno di un vecchio amico, apparentemente completamente cambiato, quasi navigato. L'equilibrio che si era venuto a creare vacilla e da quel momento in poi tutto è possibile.
Una nuova venuta porta scompiglio anche  in Devil& Love song (悪魔とラブソング). Una ragazza sfrontata che non cerca di farsi amico nessuno, ma che una volta da sola canta con una voce d'angelo che potrebbe far arrossire anche le pietre. 
Entrambi esempi, forniti da Flashbook, di  shōjo manga che raccontano dell'amore adolescenziale, sì, proprio quello che nasce anche tra i banchi di scuola.
Sono tutti ragazzi perduti quelli che s'innamorano. A volte lasciano la strada principale di loro spontanea volontà, curiosi di scoprire cosa si nasconde oltre il muro di alberi, altri semplicemente camminano fuori dai confini senza neanche rendersene conto. Ragazzi perduti che prima o poi arriveranno a destinazione, qualunque essa sia.
Pare tutto un ammasso di luoghi comuni, ed effettivamente lo è, perchè la maggior parte delle volte è quello che si cerca: storie preconfezionate dalle caratteristiche a noi ben note che ci permettano di calarci in una realtà alternativa che esula ma al contempo ricalca quello che potrebbe accadere nella vita di tutti i giorni. Attori consapevoli o inconsapevoli di una vecchia commedia… o tragedia a seconda di quello che preferiamo essere il finale.

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Un commento

  1. Chiaro e efficace.. mi piace molto il tuo stile di scrittura per non parlare dell’argomento estremamente interessante 🙂 per me? ottimo lavoro

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