Cinema e Serie TVFilm

Quattro chiacchiere con Alessandro Rossi, voce storica di Liam Neeson

In occasione dell'uscita de L’uomo dei ghiacci - The Ice Road abbiamo parlato con il doppiatore del protagonista

Oggi arriva nelle sale italiane L’uomo dei ghiacci – The Ice Road, nuovo film ad alto contenuto d’azione di Liam Neeson. Per l’occasione a Milan Games Week & Cartoomics era presente Alessandro Rossi, storico doppiatore dell’attore (e non solo). Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo per farci raccontare qualche curiosità sul film, ma anche sulla sua lunga esperienza nel doppiaggio.

L’uomo dei ghiacci – The Ice Road, da oggi al cinema

Questa nuova avventura ci porta direttamente nei ghiacci dell’estremo Nord del Canada. Liam Neeson interpreta un esperto autista di camion, chiamato a una missione apparentemente impossibile. Il crollo di una miniera di diamanti in quella terra lontana e inospitale ha messo a rischio le vite di tanti uomini, rimasti intrappolati sotto le macerie. Il nostro dovrà quindi partire per una missione di salvataggio, sfidando l’ambiente ostile.

Non si tratta certo di un compito semplice infatti. Nel film, diretto da Jonathan Hensleigh, Mike (interpretato appunto da Neeson) dovrà affrontare un percorso estremamente difficile, facendo appello a tutta l’esperienza accumulata in anni di viaggi. La strada da seguire è ghiacciata, ma lo strato si fa sempre più sottile e superarlo indenne chiederà un impegno eccezionale.

A rendere tutto più difficile, si aggiungono le condizioni atmosferiche. Un’incognita da tenere sempre in conto, che non renderà la vita facile ai nostri eroi. Tutto questo chiaramente impatterà sulle dinamiche della squadra, altro fattore a cui prestare attenzione. Le condizioni estreme possono complicare i rapporti tra le persone, soprattutto quando c’è così tanto in ballo.

L’uomo dei ghiacci – The Ice Road è un film che coinvolge e diverte, affiancando l’avventura e l’azione a un’analisi dei rapporti umani. Particolare attenzione è posta sul rapporto tra Mike e il fratello Gurty, mostrando l’umanità anche in luoghi così estremi. Una storia da recuperare in questi giorni, mentre i primi freddi iniziano ad avvolgerci, per divertirsi di nuovo sulle poltrone del cinema.

A tu per tu con Alessandro Rossi

alessandro rossi voce liam neeson uomo dei ghiacci

De L’uomo dei ghiacci – The Ice Road e di molto altro abbiamo parlato con Alessandro Rossi, che torna in questo film a dare la voce a Liam Neeson. Il rapporto tra questi due artisti è ormai consolidato da anni e anni di esperienza ed è stato interessante conoscere il suo punto di vista. Una chiacchierata che ha spaziato dagli aspetti del film in sé all’approccio più generale alla vita della sala di doppiaggio. Potete leggere di seguito cosa ci ha raccontato…

L’uomo dei ghiacci – The Ice Road oltre a essere un film d’azione affronta anche tematiche più complesse, richiedendo quindi un cambio di tono dal punto di vista dell’interpretazione. Come hai affrontato questo aspetto della pellicola?

Diciamo che Liam Neeson mi ha sempre abituato a film in cui lui fa personaggi estremamente action, eroici, che parlano un po’ a monosillabi. Allo stesso tempo però mi ha anche abituato ad avere sempre un’altra faccia. Non rinuncia mai, pur avendo cambiato in parte repertorio, avendo iniziato a girare film ‘più leggeri’, a ritagliarsi una zona di bravura, di sensibilità in cui il suo essere un attore straordinario – perché Liam Neeson è un attore straordinario – non viene mai mortificato.

Anche ne L’uomo dei ghiacci – The Ice Road è così. C’è l’azione, c’è la sua parte eroica, c’è la tensione, ma ci sono anche momenti di grande intensità. In quei momenti lui è grande, come sempre.

Il tuo rapporto con Liam Neeson va avanti ormai da decenni. Come si è evoluto il tuo approccio alle sue interpretazioni?

Considera che io ho iniziato a doppiarlo da Schindler’s List, che è stato un impegno enorme, epocale. Sia per il livello altissimo del film, sia per quello del suo personaggio in particolare. Ho dovuto fare tre provini e vincerli tutti e tre per riuscire ad arrivare a farlo e poi è stato veramente un lungo viaggio. Ho sempre avuto un gran timore, soprattutto nei primi anni, per la grande bravura di Liam Neeson. Quando ci si avvicina a un attore di quel genere, bisogna farlo con umiltà e sapendo che bisogna impegnarsi molto. Seguirlo bene, cercare di restituire quello che lui ha fatto ti arricchisce professionalmente.

Per i primi dieci anni. se posso dire così, ‘me la sono fatta sotto’ sempre, ogni volta che ero di fronte a un film in cui c’era lui. Ora… Me la faccio sotto lo stesso, però con una coscienza diversa e anche con una conoscenza diversa. Perché ormai dopo credo quarantasei-quarantasette film c’è una familiarità con quel modo di recitare, quella faccia, quegli occhi… Che chiaramente mi fa essere un pochino più tranquillo. Ogni volta è come incontrare un vecchio amico. Un vecchio amico molto impegnativo, ma un vecchio amico.

alessandro rossi voce liam neeson uomo dei ghiacci

Oltre a Liam Neeson nell’elenco di attori che hai doppiato ci sono tanti altri grandi nomi, fra cui Laurence Fishburne che è presente proprio ne L’uomo dei ghiacci – The Ice Road. Come si sente un doppiatore a trovarsi faccia a faccia con un suo diverso alter ego? Penso alle scene in cui Fishburne interagisce proprio con Neeson, ad esempio…

Sai, un doppiatore non può mai doppiare due personaggi nello stesso film. Nel momento in cui questo succede, cioè che ci sono più attori che hai doppiato in uno stesso film, fai pace con te stesso. Se ti capita quello che tu preferivi sei felice e in questo caso è chiaramente andata così e poi ascolti il tuo collega. Non c’è assolutamente nessun problema.

Mi immaginavo una sensazione tipo: “Che strano trovarsi da questa parte…“.

No, ‘che strano’ non direi. Quando lo guardi però e vedi che passa, pensi a come l’avresti fatta, questo sì, questo ti succede. Però poi senza rimpianti, naturalmente.

Parlando della tua esperienza di doppiaggio, anche oltre questa pellicola, qual è il lavoro di preparazione che si fa per doppiare uno specifico film, una serie TV o altro ancora?

Rispetto a uno specifico progetto in realtà non c’è una grande preparazione prima da parte dell’attore (non da parte del direttore o del dialoghista però). Il doppiatore è abituato a venire in sala, vedere quello che deve fare e iniziare. C’è un direttore proprio per questo: è lui che deve avere chiaro il progetto, che lo guida.

Considera che il doppiaggio parte da un attore straniero che ha già fatto una parte, ha già creato un personaggio insieme a un regista. Quello che il doppiatore deve fare è tentare di capire il più possibile cosa ha fatto l’altro attore e restituirlo nel modo più vicino possibile all’idea che il regista aveva di quel personaggio. Questa è una cosa che si può fare studiandolo mentre lo si fa.

Tanti anni fa quando il doppiaggio ancora aveva dei tempi un pochino più ‘umani’ poteva capitare, dovendo doppiare un film molto importante, che ai protagonisti lo facessero vedere prima. Io Schindler’s List l’ho visto prima ad esempio. Però è una cosa che qualche volta accade ancora oggi, ma sempre molto più di rado.

alessandro rossi voce liam neeson uomo dei ghiacci

Qui siamo in un contesto [Milan Games Week & Cartoomics 2021 ndr] in cui sei a contatto con il pubblico e con i fan. C’è una battuta particolarmente iconica dei film che hai doppiato che ti viene chiesto di ripetere in queste occasioni?

Io da dieci-quindici anni a questa parte doppio ma faccio soprattutto il direttore di doppiaggio. Il momento in cui ho doppiato più personaggi, quando ne giravo anche tre al giorno, è stato un periodo in cui il cinema, in particolare quello americano ha tirato fuori una serie di generi, personaggi e attori che sputavano sentenze a ogni passo. E io li ho incrociati un po’ tutti.

Come posso dire di non essere legato ad esempio a “Io ti spiezzo in due”? È una frase che mi ha lanciato. Cominciavo a fare personaggi importanti, ma ancora non avevo fatto nulla in un film di grande livello. Ho fatto quella frase e quando è uscito il film sul giornale c’era scritto “Io ti spiezzo in due”. È chiaro che sia una frase a cui sono legato.

Come posso non essere legato a “Vivo o morto, tu verrai con me?”. È impossibile non legarsi. E potrei continuare… Perché fra Schwarzenegger, Robocop, Liam Neeson stesso per finire con “Io sono ineluttabile” di Thanos… Diciamo che per fortuna o per caso ne ho infilate veramente diverse di frasi iconiche.

Un’ultima domanda: qual è quella cosa da tenere assolutamente nel lavoro del doppiatore? Quello che non bisogna assolutamente dimenticare?

Non devi mai dimenticare di essere un attore, mai. Quindi non devi mai dimenticare che tu non cerchi degli stereotipi ma una verità, cerchi dei personaggi. Devi ogni volta compiere quello che un attore fa quando va in scena, quando prepara uno spettacolo, quando è sul set: andare a pescare dentro di te quelle emozioni, quelle sensazioni. Andare a fare risuonare quelle corde che riescano a tirare fuori un personaggio vero, reale, adeguato a quello che sta facendo. Se è sul palcoscenico, sul palcoscenico, se è nel doppiaggio, nel doppiaggio.

Se c’è una cosa di cui soffre tantissimo il doppiaggio in questi ultimi anni è la standardizzazione. Perché i tempi compressi, lo scadimento della qualità, la perdita di contatto fra doppiaggio e produzione cinematografica hanno portato a quello che io chiamo ‘parolificio’. Tanti attori, magari bravissimi che vanno a leggio e parlano, parlano, parlano… E alla fine non sappiamo neanche più noi quello che diciamo e soprattutto lo diciamo con la marcia innestata, facendo semplicemente andare avanti la macchina. E questo è un gran peccato.

E così si è conclusa la nostra intervista con Alessandro Rossi, che ringraziamo della disponibilità. Se in questi giorni andrete al cinema L’uomo dei ghiacci – The Ice Road, raccontateci cosa ne pensate!

Schindler'S List (Collana Oscar)
  • blu_ray
  • Schindler'S List (Collana Oscar)
  • Neeson,Kingsley (Attore)
  • Audience Rating: G (audience generale)

Autore

  • Mattia Chiappani

    Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button