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A caccia di troll con Guillermo Del Toro

Conosciuto principalmente per le sue opere cinematografiche visionarie che spesso non ottengono l'approvazione dei più, come Il labirinto del fauno e Pacific Rim, Guillermo del Toro si destreggia in diverse arti, dalla sceneggiatura alla regia fino alla letteratura.
Ha infatti scritto la trilogia The Strain, insieme a Chuck Hogan, da cui poi è stata tratta l'omonima serie tv andata in onda per la prima volta nel 2014, tra vampiri e una società sull'orlo dell'estinzione a causa della sua stessa sete di potere.
I suoi lavori sono spesso permeati da un'aura gotica, storie in cui l'orrore che fa più paura è quello che sgorga dal cuore umano.
Sempre con un occhio di riguardo verso i particolari, con le sue ambientazioni pittoresche e i fondali da fiaba.
Ed ora è arrivato il suo nuovo romanzo, che pare fosse già pronto da anni ma in pila insieme a tutti gli altri numerosi progetti dell'infaticabile regista messicano, in collaborazione con Daniel Kraus: Trollhunters.
Cosa succede se nessuno crede ai racconti di troll che si aggirano non lontano dalla città, se non un ragazzino di 15 anni?
Tra horror e fantasy, senza dimenticare un pizzico di ironia per aumentare il divertimento e l'emozione. Una storia che, come ha affermato lo stesso Del Toro “combina le fiabe con la modernità per mostrare al meglio quanto sia effettivamente difficile essere adolescenti”. Per raccontare , senza ovviamente dimenticare creature antiche e potenti che hanno terrorizzato varie generazioni sin dall'inizio dei tempi.
Come molte volte succede sono i giovani ad accorgersi per primi di ciò che sta succedendo, oppure sono gli unici a prendere per vere storie improbabili, e questo forse perché non hanno ancora perso di vista le sfumature dei colori.
Crescendo si tende a lasciarsi schiacciare lentamente dalla realtà, dalle circostanze in cui ci si trova, dai rapporti difficili con le altre persone, dalle delusioni costanti che purtroppo si hanno nella vita.
Per cui si smette semplicemente di credere.
Sempre più spesso però, ci troviamo di fronte a giovani che hanno perso la strada, che non sanno più cosa cercare nel futuro. Uno spettacolo a dir poco sconcertante.
Al di là di quelle che possono essere le motivazioni per cui si è arrivati a questo punto, dobbiamo fare di tutto per cercare nel profondo e svegliare la parte sopita, perché altrimenti fate, orchi e l'avventura che ci aspetta, rimarranno solo parole per descrivere momenti banali e personaggi superficiali.
E noi non vogliamo una vita affogata nella routine, vogliamo il pizzicore che ci scorre lungo la schiena quando sappiamo che “qualcosa” ci sta osservando, o la pelle d'oca che ci ricopre le braccia quando nel buio le ombre si muovono nella direzione sbagliata.
Non fatevi toccare dalla derisione di chi ha dimenticato cosa vuol dire sentire veramente e ha preferito rannicchiarsi in una tana sicura e ovattata, in cui non arrivano i rumori della vita che va oltre le apparenze.
Forse ci sarà un troll ad attenderci sotto il prossimo ponte che attraverseremo.
Questo pensiero può far paura, ma meglio sentir battere forte il cuore che vivere anestetizzati e con con occhi vuoti.

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